Esodo

Home Capit.precedente Mosè

Nascita di Mosè

Sulle acque del gran Nilo galleggiava, fra altri legni, un anonimo giunchino.

Un sussulto, un gridolino della regale faraona e un commento un po’ sciocchino:

“Poffarbaccomalandrino ci dev’essere un Mosè in quel piccolo cestino! Presto-presto, soccorrete il pargolino…

Tratto in salvo in un momento, il turbamento si acquietò.

Il “salvato dalle acque”, vezzeggiato, coccolato dalla giovin Faraona, fu cresciuto nella reggia, dove amato si accasò.

Crebbe, si dice, balbuziente ma felice.

Un fanciullo promettente, che imparò a fare cose che causavan turbamento: col nodoso suo bastone, dalla frattura delle rocce facea sgorgar acqua naturale, coi serpenti poi era speciale; roteandone uno per l’aria e sferzandolo per terra diventava, l’animale, un innocuo vegetale!... poi, ad uno schiocco delle dita, uno schiocco solamente: “opla!...” tutto a posto come prima; striscia arzillo il buon serpente.

Per spontanea inclinazione, studiando pratiche pagane, diventò un astuto mago di sopraffina erudizione:

con i visceri degli agnelli faceva pronostici agli apiri, con le più morbide interiora, inventò i preservativi.

Frequentando gl’Israeliti seppe tutto di Jahvè, e la storia che seguì, già  si sa, avvenne da sé.

Amava tanto balbettare senza mai riprender fiato gli si fece il vuoto intorno, ognun fuggiva frastornato.

Solitario, nel deserto, sotto un sol caldo-rovente sillabava con Jahvè, che lo lasciava bofonchiare ascoltandolo paziente.

Pur di notte lo pressava.

Con un velo sulla faccia insisteva, non mollava e il signore, da signore, rassegnato riascoltava.

Un’illuminazione esaltò la sua ragione per trascendenza lieta:

“Non taglierò più barba e capelli, mi metterò “in tiro” con la dieta e ancor –“oplà ”!... sarò alla fine, uno schianto di profeta.

Iniziò la professione dal potente faraone:

“Gli apiri sono sfruttati, son profeta dannazione! Con un esodo di massa puoi risolver la questione…”

Affidando al regal ciglio l’espressione, così rispose il Faraone:

“Non tramutare ora in serpente quel nodoso tuo bastone. Serve solo la ragione; mai permetterò questo esodo per avvallar la tua opinione…”

Inarcando l’altro ciglio aggiunse quindi con cipiglio:

“Cessa or dunque l’orazione e non osare al mio cospetto, balbettar altro consiglio.

Io che sono il Faraone, ti condanno a triste esilio!...”

Esodo.Olio, A.Cappellini

esodo.olio. A.Cappellini

Home Capit.precedente Mosè