Salomone

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Infanzia di Salomone

Cominciò così, all’antica, regolare; ma Salomon fin dalla culla, già parea fenomenale. Finito presto di vagire e balbettare, capace appena di parlare, si sforzò di sentenziare.

Orgogliosi i genitori commentavano amorosi: “il figlio nostro avrà un futuro…” dicevan David e Betsabea: “serberà liete sorprese, diverrà un saggio di sicuro”. Così lui crebbe prudente, con tanti sogni nella mente.

Salomone viene unto Re

Questa cronaca dei tempi è vera cronaca sincera, pur se nello scorrer degli eventi può apparir cronaca nera: fece uccidere il fratello, primo figlio della madre, per governar tranquillo il regno poi, personal colpo di genio: sposò d’un Faraon la sorellina per estendere il potere e una tal di Sidonìa, per soddisfare il suo piacere.

Il grande progetto

In tarda crisi di coscienza venne colto dal timore d’aver offeso il creatore. Pensò ad un tempio mastodontico da erigere in suo nome, per fare ammenda e per prudenza, arruffianarsi il suo Signore.

Jahvè non disse niente, lasciò fare, occupato ancor nell’Eden a raccogliere le mele, a potare e zappettare.

Dunque “via con l’edilizia, entriam subito in azione…” disse il furbo Salomone. Progettò un grande tempio della gloria, da realizzare in tempo record e farlo entrare nella storia.

Costruzione del tempio di Salomone

Sul monte Moria il mastodonte, prese forma molto in fretta; nel contempo Salomone rimuginava nella mente come sfruttar la situazione: “i tanti nomi di Jahvè possono essere milioni…” pensava “se ne voglio imbroccar uno, basta solo far la conta e alla fin son tutti buoni. Se nel tempio, verso il tetto, piazzo qualche dea carina, come Iside, Asherat, il Signor, ch’è certo maschio, se lo considera peccato, sarà per lui solo veniale, non mi par che sia scorretto e le divine soddisfatte, mi potran raccomandare.

Il tempio di Salomone

Portentoso, il tempio eretto provocò gran meraviglia. Stupì la folla e non soltanto; le squadrate, spesse mura sì perfette, destaron dolce ammirazione commuovendo fino al pianto. All’interno, per sostegno, travi di cedro sopraffino e quelle vicino all’abbaino, come omaggio alle divine, fregiate d’oro. Oro zecchino.

Al sicuro in una stanza, la sacra arca dell’alleanza, ad attestar l’accordo preso fra la stirpe Israelita e l’onnipresente Dio del cielo.

Il palazzo

Il saggio Re della nazione non riposò l’inquieta mente. Inspirò un lungo fiato per non fare confusione e: “or che il Signor dai tanti nomi finalmente l’ho accasato, meglio essere prudente, garantirmi la vecchiaia e godermela beato”.

Poi, costruir fece un palazzo, tanto ricco e così grande da apparire esagerato. Fra suppellettili pregiate, stucchi e fregi di valore anche un un harem personale con quaranta belle donne selezionate per l’amore.

Uccello.Olio.G.Trifirò Uccello - Olio su tela.Goffredo Trifirò

Aggiunse inoltre un gran serraglio affiancato alla terrazza, con animali d’ogni specie; i più puri d’ogni razza. Vitelli, pecore, cammelli, quattromila greppie pei cavallidei suoi quattromila carri e per la solita prudenza, dodicimila purosangue per timor di restar senza.

                                          cavalli.Studio.Consolazione

    Cavalli. Studio. Consolazione.

 

     Salomone e la regina vergine di Saba

Dilagò presto la notizia del complesso mozzafiato. A Gerusalemme una mattina, la bellissima Makeda “Regina vergine di Saba”, chiese udienza a quel sovrano sol per dare a quel palazzo una veloce sbirciatina. La curiosa sulamita, incontrò il saggio Salomone che, d’impatto, alla sua vista barcollò per l’emozione e, dopo un mar di complimenti sfornò il “cantico dei cantici” per conquistare la turista, nonostante i suoi serventi. Le offrì il più ricco appartamento, con il seguito scontato; iniziò il corteggiamento.

Da prudente, delicato, col passar dei giorni, ardito, arrogante ed azzardato.

Da reggente acculturato, con enigmi e indovinelli, finalmente la sedusse nel serraglio degli uccelli. Conseguenza degli amplessi, la Regina, non cedendo a compromessi, partorì il lor Menelik, nel ripostiglio degli attrezzi.

Dalle scelta alquanto strana, in quel luogo degli eccessi, non ne fece mai parola e nella biblica sua vita, non trattati e spesso omessi. Fuggì senza salutare raccattando i suoi bagagli, Menilik e la sua scorta. Della “Regina vergine di Saba” se ne seppe poco o niente.

Ne parla appena anche la storia.

Decadenza di Salomone

La passion per la sabea provocò un esaurimento al sapiente Salomone. Perse quasi la ragione; interrogava gli animali, leggeva carmi a delle piante, donò ai pesci dei gioielli e gli spiriti dei morti li trattava da fratelli.

Sposò donne moabite, ammonite, sidonìe: accettò i lor dei pagani e di lor le lor malie. Sposò settecento mogli e con trecento concubine, sovraffollò un harem già affolato di leggiadre beniamine.

Resse ancora quarant’anni con la forza di un leone.

Per la poligamia e la blasfema idolatria, iniziò la decadenza dell’ormai vecchio Salomone.

Morte di Salomone

Alla fine dei suoi giorni baciò le concubine e tutte in fila le sue mogli. Ad ogn’una disse: “t’amo!” e lasciò erede di quel regno, il figliol Geroboamo.

Ancor Jahvè non disse niente, lasciò fare!... In un bagno di sudore potò ancora qualche ramo poi si mise a zappettare, borbottando contro Adamo…

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