Genesi

Home Capit.precedente Paradiso Terrestre

 

Genesi. Olio di R.Bolognesi

GENESI-Olio,R.Bolognesi

Il nulla geometrico

Piedone. olio di R.BolognesiLa creazione. Olio di R.Bolognesi

Lo tramanda il saggio libro pien di vere-verità, che: “il Signore del creato sempre è stato, sempre sarà”.

Va la mente in confusione a chi spera di svelarlo da se stessa, sol per semplice intuizione.

Ci fu, in una notte insonne, che anche a me, una vocina molto dolce e non umana mi si volle palesare, dichiarando che quel testo ispirato a dei profeti specialisti nelle pene, è un antico documento della fede e del sol bene.

Poi, per rendermi tranquillo e farmi forse più felice, me lo assicura e garantisce.

Mi sfuggì, incerta, una domanda indubbiamente un po’ fasulla:

                IO - “Ma che cavolo facevi quando eri da sol nel nulla?”

Schioccò una secca risatina, proprio al bordo del mio letto. Ero come irrigidito e non mossi neanche un dito. Tollerante il Sempi-Eterno, mi spiegò in un sussurro indulgente ma paterno:

EL - “Non pensar con la tua testa… nel passato, nel futuro e in quel nulla che è in eterno, non lo sai che mi diverto? Oggi sono più indulgente, però il vostro piccol mondo, un po’ assurdo, irriverente, io lo trovo divertente.

Quel che poi mi fa impazzire, è osservar la razza umana: prima nasce multicolore, cresce, soffre e infine muore.

Se poi l’occhio alfin mi cade nuovamente sul tuo mondo, in qualche casa adamantina, con la cuoca che cucina nella solita padella, furtivo come un gatto, di soppiatto scendo in terra, a fregar velocemente, qualche tenera frittella”.

IO - “E’ sol questo che ottieni, da quel nulla che contieni? Non siam noi più fortunati, nell’aver normal la vita? Sarà forse troppo breve, con difficile armonia ma la scienza credo sia, la più saggia e giusta via.

Se per caso resti solo avvinghiato da un dolore, puoi sperare nell’aiuto di un buon televisore.

Non come nel tuo nulla, dove farai grandi risate, ma nient’altro ti trastulla, e se un attimo di noia, sol per caso poi ti assale, ti rimane solo quella, di trovar consolazione nel fregar qualche frittella”

EL - “Banale deduzione” Ma col potere che possiedo? Cosa pensi che io sia? … Mi ritieni forse un coglione?

In quel vuoto che tu poni in quest’atea discussione, ho il meglio del momento, il più moderno nulla-visore.

Senza fili, senza antenna, privo di trasformatore che lo debba alimentare, indispensabile è il pulsante, basta sol saperlo usare”.

IO - “Se fai parte di ogni cosa, giacchè sei a casa mia, ti domando come sia che l’origine del tutto fu l’evento naturale di un big-bang sol casuale?

                E dell’uomo che mi dici, visto che siam tanto infelici?

Tu sei buono, giusto, paterno, quale senso ha per noi il personal tuo mondo eterno?

EL - “L’incompleta vostra scienza può generar anche follia, mentre per me, che ho una mania per l’universal ordin perfetto, basta applicar la geometria!...

Con un gesto che mi venne istintivo, naturale, diedi origine all’infinito, geometrico-mondo-astrale.

                Si, mi piacque! Fu cosa buona.

Soddisfatto, mi adagiai su una nube vaporosa, che col lieve dondolare, mi permise finalmente di dormire e riposare.

Mi svegliai, che era mattina, trascinato con dolcezza da adolescenti cherubini in un lor segreto luogo, dove, usavan divertirsi ad un moderno mondial-gioco.

Era un gioco per la mente che permetteva di ideare qualsiasi cosa divertente.

                Pensai all’uomo. Fra tante idee, mi venne quella.

Concepii senza alcun sforzo una specie di frittella; non mi piacque, era anormale, la rimpastai. Lo feci ancor più originale sol cambiandogli la forma e plasmandolo più ovale. Ottenni un corpo largo, grosso, mal formato, alquanto goffo.

Risultò ancor più banale. Non dandomi per vinto, cercai allor di rimediare.

Lo rabberciai con semi-cerchi e una serie assai confusa di caotici bei buchi. Quando l’opra fu finita, con un gesto da divino, gli alitai infin la vita.

Senza rendermene conto, anche il volto aveo bucato e dal fiato mio vitale, parzialmente fu sfiorato.

La sfiatata più importante andò sprecata inutilmente, disperdendosi parziale nel gran vuoto siderale.

Lui si mosse, poverino, un po’ impedito, fece un tentativo breve, allor mi accorsi che sbagliai a fargli un sol corto, tozzo piede.

A evitare brutte figure, per vergogna e con dolore, il primo uomo disintegrai.

Ricreazione

                                                                                    Danzatori   Olio di R.Bolognesi

Danzatori. olio R.Bolognesi

EL - … Cercai e travi consolazione, in riposante compagnia della divina geometria. Quale ordine, che perfezione! Da quella scienza assai importante appresi tutto in un istante. Esecrando il fallimento, ritentai l’esperimento.

                Volevo crear l’uomo.

Per non commettere un altro errore, lo progettai in bozza come un buon disegnatore.

Tracciai linee parallele, corte, lunghe, intersecanti, angoli retti, angoli acuti, ma rimisi, più eleganti, un’altra serie ancor di buchi.

                Formar l’uomo non fu elementare.

Compiaciuto allor mi dissi: si, funziona! “Questa volta è cosa buona” ho del genio naturale.

                Posi mano alle creazioni. Non lesinai in invenzioni.

Ne aggiunsi subito altri quattro e li disposi nel progetto in svariate posizioni.

Li sospesi nel gran vuoto, e per chiuder la partita, come per la prima volta, alitai ad ognun la vita.

Più di un soffio andò perduto, perché l’alito, furtivo, se ne uscì, naturalmente, da qualche cavolo di buco.

Diedi vita a quegli omini in conforme geometria, ma purtroppo le lor menti, non avevan fantasia.

Rispettosi del bozzetto eran solo ballerini, si giravan sempre intorno e agilmente piroettavano sia di notte che di giorno.

                Non li feci mai morire.

Li trattai con tanto amore, riponendoli con fatica, dentro al gran nulla-visore.

Anche adesso, mentre parlo, ballan felici. Non lo fanno per dovere. Danzano sol per lor piacere”.

                Sbadigliando un po’ annoiato, riproposi la domanda che il Signore avea glissato:

IO - “Insisto, scusa l’impudenza, qual è il senso della vita? Ma ti prego, sii conciso”.

                EL - “Andare tutti in paradiso!

Quando infin sarà il suo tempo farò l’ultimo intervento: mi presenterò severo, inflessibile, neutrale.

                Sarà quello il gran momento, del giudizio universale.

Nascerà quel posto santo per color che son beati, e per premiar la fantasia, per chi si diletta di poesia.

                In fede mia ho già deciso: creerò un super-paradiso.

E’ trascorsa ormai la notte, sarai stanco stamattina, or per farti riposare ti canterò una canzoncina…”

                Lo fece veramente.

                Intonò un motivetto che non conoscevo affatto, di uno strano repertorio che

                non era quello mio.

                Modulò la bella voce; cantò intonato come un dio.

                Pian pianino chiusi gli occhi, sbadigliai, e con a fianco il Padre-Eterno,

                alla fin mi addormentai.

Home Capit.precedente Paradiso Terrestre