Lo tramanda il saggio libro pien di vere-verità, che: il Signore
del creato sempre è stato, sempre sarà.
Va la mente in confusione a chi spera di svelarlo da se stessa, sol per
semplice intuizione.
Ci fu, in una notte insonne, che anche a me, una vocina molto dolce e
non umana mi si volle palesare, dichiarando che quel testo ispirato a dei profeti
specialisti nelle pene, è un antico documento della fede e del sol bene.
Poi, per rendermi tranquillo e farmi forse più felice, me lo assicura
e garantisce.
Mi sfuggì, incerta, una domanda indubbiamente un po fasulla:
IO - Ma che cavolo facevi quando eri da sol nel nulla?
Schioccò una secca risatina, proprio al bordo del mio letto. Ero come
irrigidito e non mossi neanche un dito. Tollerante il Sempi-Eterno, mi spiegò in un
sussurro indulgente ma paterno:
EL - Non pensar con la tua testa nel passato, nel futuro e
in quel nulla che è in eterno, non lo sai che mi diverto? Oggi sono più indulgente,
però il vostro piccol mondo, un po assurdo, irriverente, io lo trovo divertente.
Quel che poi mi fa impazzire, è osservar la razza umana: prima nasce
multicolore, cresce, soffre e infine muore.
Se poi locchio alfin mi cade nuovamente sul tuo mondo, in qualche
casa adamantina, con la cuoca che cucina nella solita padella, furtivo come un gatto, di
soppiatto scendo in terra, a fregar velocemente, qualche tenera frittella.
IO - E sol questo che ottieni, da quel nulla che contieni?
Non siam noi più fortunati, nellaver normal la vita? Sarà forse troppo breve, con
difficile armonia ma la scienza credo sia, la più saggia e giusta via.
Se per caso resti solo avvinghiato da un dolore, puoi sperare
nellaiuto di un buon televisore.
Non come nel tuo nulla, dove farai grandi risate, ma nientaltro
ti trastulla, e se un attimo di noia, sol per caso poi ti assale, ti rimane solo quella,
di trovar consolazione nel fregar qualche frittella
EL - Banale deduzione Ma col potere che possiedo? Cosa
pensi che io sia? Mi ritieni forse un coglione?
In quel vuoto che tu poni in questatea discussione, ho il meglio
del momento, il più moderno nulla-visore.
Senza fili, senza antenna, privo di trasformatore che lo debba
alimentare, indispensabile è il pulsante, basta sol saperlo usare.
IO - Se fai parte di ogni cosa, giacchè sei a casa mia, ti
domando come sia che lorigine del tutto fu levento naturale di un big-bang sol
casuale?
E delluomo che mi dici, visto che siam tanto infelici?
Tu sei buono, giusto, paterno, quale senso ha per noi il personal tuo
mondo eterno?
EL - Lincompleta vostra scienza può generar anche follia,
mentre per me, che ho una mania per luniversal ordin perfetto, basta applicar la
geometria!...
Con un gesto che mi venne istintivo, naturale, diedi origine
allinfinito, geometrico-mondo-astrale.
Si, mi piacque! Fu cosa buona.
Soddisfatto, mi adagiai su una nube vaporosa, che col lieve dondolare,
mi permise finalmente di dormire e riposare.
Mi svegliai, che era mattina, trascinato con dolcezza da adolescenti
cherubini in un lor segreto luogo, dove, usavan divertirsi ad un moderno mondial-gioco.
Era un gioco per la mente che permetteva di ideare qualsiasi cosa
divertente.
Pensai alluomo. Fra tante idee, mi venne quella.
Concepii senza alcun sforzo una specie di frittella; non mi piacque,
era anormale, la rimpastai. Lo feci ancor più originale sol cambiandogli la forma e
plasmandolo più ovale. Ottenni un corpo largo, grosso, mal formato, alquanto goffo.
Risultò ancor più banale. Non dandomi per vinto, cercai allor di
rimediare.
Lo rabberciai con semi-cerchi e una serie assai confusa di caotici bei
buchi. Quando lopra fu finita, con un gesto da divino, gli alitai infin la vita.
Senza rendermene conto, anche il volto aveo bucato e dal fiato mio
vitale, parzialmente fu sfiorato.
La sfiatata più importante andò sprecata inutilmente, disperdendosi
parziale nel gran vuoto siderale.
Lui si mosse, poverino, un po impedito, fece un tentativo breve,
allor mi accorsi che sbagliai a fargli un sol corto, tozzo piede.
A evitare brutte figure, per vergogna e con dolore, il primo uomo
disintegrai.
Ricreazione
Danzatori Olio di R.Bolognesi
EL - Cercai e travi consolazione, in riposante compagnia della
divina geometria. Quale ordine, che perfezione! Da quella scienza assai importante appresi
tutto in un istante. Esecrando il fallimento, ritentai lesperimento.
Volevo crear luomo.
Per non commettere un altro errore, lo progettai in bozza come un buon
disegnatore.
Tracciai linee parallele, corte, lunghe, intersecanti, angoli retti,
angoli acuti, ma rimisi, più eleganti, unaltra serie ancor di buchi.
Formar luomo non fu elementare.
Compiaciuto allor mi dissi: si, funziona! Questa volta è cosa
buona ho del genio naturale.
Posi mano alle creazioni. Non lesinai in invenzioni.
Ne aggiunsi subito altri quattro e li disposi nel progetto in svariate
posizioni.
Li sospesi nel gran vuoto, e per chiuder la partita, come per la prima
volta, alitai ad ognun la vita.
Più di un soffio andò perduto, perché lalito, furtivo, se ne
uscì, naturalmente, da qualche cavolo di buco.
Diedi vita a quegli omini in conforme geometria, ma purtroppo le lor
menti, non avevan fantasia.
Rispettosi del bozzetto eran solo ballerini, si giravan sempre intorno
e agilmente piroettavano sia di notte che di giorno.
Non li feci mai morire.
Li trattai con tanto amore, riponendoli con fatica, dentro al gran
nulla-visore.
Anche adesso, mentre parlo, ballan felici. Non lo fanno per dovere.
Danzano sol per lor piacere.
Sbadigliando un po annoiato, riproposi la domanda che il Signore avea glissato:
IO - Insisto, scusa limpudenza, qual è il senso della
vita? Ma ti prego, sii conciso.
EL - Andare tutti in paradiso!
Quando infin sarà il suo tempo farò lultimo intervento: mi
presenterò severo, inflessibile, neutrale.
Sarà quello il gran momento, del giudizio universale.
Nascerà quel posto santo per color che son beati, e per premiar la
fantasia, per chi si diletta di poesia.
In fede mia ho già deciso: creerò un super-paradiso.
E trascorsa ormai la notte, sarai stanco stamattina, or per farti
riposare ti canterò una canzoncina
Lo fece veramente.
Intonò un motivetto che non conoscevo affatto, di uno strano repertorio che
non era quello mio.
Modulò la bella voce; cantò intonato come un dio.
Pian pianino chiusi gli occhi, sbadigliai, e con a fianco il Padre-Eterno,