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Sintesi di carme in Mi Mi cacciaron dalla tenda senza neppur farmi fiatare. Mi sfrattaron dalla casa dove abitai senza pagare. Mi cacciarono dalloasi perché, dicevan: non sporcare. Mi parlava poi una voce, che non mandava dascoltare. Mi sembrò una follia, così decisi di scappare. Mi imbarcai su di una nave, ebbi pace in alto mare. Mi trovai con tanti bruti, divenni per lor, portasfortuna. Mi definiron portajella, oscuratore della luna. Mi buttarono nel mare per esorcizzare la paura. Mi volevano annegare ma riuscii a galleggiare. Mi ingoiò un certo mostro che non era una sirena. Mi sembrò una strana specie, somigliante a una balena. Mi trovai in un grosso ventre, con dei pesci luminosi. Mi adattai; meglio che niente, più al sicuro dai marosi. Mi bastaron poche ore per superare quel frangente. Mi feci spazio e sullasciutto, ebbi una camera decente. Mi trovai casa con servizi, soprattutto in riva al mare. Mi giungeva pesce fresco pranzo-cena, già condito, saporito, da buon olio di balena. Mi sentivo come un Re: Mi sdraiavo, digerivo, ero come in paradiso. Mi mancava, dopo cena, la piacente compagnia, di una giovane sirena. Mi allietò un refolo di vento aspirato dalla bocca, espirato dal sedere. Mi ritenni soddisfatto da quel tipo di piacere. Mi assalì un ricordo fioco: un bel gioco dura poco Mi dissi: non è un gioco, e purtroppo durò poco. Mi vomitò quellanimale, mi dovetti rassegnare. Mi ritrovai su quella spiaggia ad ascoltare quella voce, che, non parla ma non tace. Mi misi in giro a predicare per Colui che mispirava. Mi detti un gran da fare, e, parlando pur di Dio, cercai, con più entusiasmo, una casa da occupare e abitar senza pagare.
Pesci.Olio su tela.G.Trifirò |