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Giuditta e Oloferne Giuditta: prima figlia dei natali che si snodan nel passato e fu: figlia di Merasi figlio di Oks figlio di Giuseppe figlio di Oziel pionieri capolista capisaldi della stirpe che proseguon con il: figlio di Elkia figlio di Ananasi e continuiam lelencazione con già un po di confusione con il: figlio di Rafaim figlio di Achitob vorremmo già farla finita, ma, speranza alquanto vana, la storia par farsi infinita, e, continuiamo la partita con il: figlio di Elia figlio di Cokeria figlio di Elìab Fra parentesi, un consiglio: non cercate di chiarire chi fu il padre oppure il figlio. Son tutti figli di Jahvè, e, della tribù Israelita ancora cè il: figlio di Nataniel figlio di Salamiel si preannuncia un capogiro: ricordiam che dopo il padre, normalmente viene il figlio. Per non scambiar col figlio il padre, ricordiam che dopo il padre viene il: figlio di Saradai figlio di Israele e, finalmente, seppur turbati, ma, con la mente più istruita, ritorniamo da Giuditta, davita stirpe Israelita. Se qualche padre o figlio manca, qualcun altro ce lo metta, io ho già la mente stanca, e, trattare di Giuditta, seppure poco, è già abbastanza. Nabucodonosor, Re degli Assiri, mosse guerra prima ai Medi, ne rase al suolo le città e continuò con guerre truci, per poi affrontar glIstaeliti. Quando, al comando delle truppe, Oloferne il Generale che amava tagliar gole, stuprar donne, torturare, invase la Giudea, la povera Giuditta entrò in crisi esistenziale. Per la morte del marito, lamatissimo Manasse, si vestì di rozza iuta e col corpo castigato, si ritirò in una tenda eretta fuori dalla casa, per concluder la sua vita, in sofferenza vedovile per rispetto trapassato
Cavallo. Olio su tela. R.Bolognesi Quando seppe di Oloferne, delle stragi e le violenze, si battè a pugni il petto, si sparse cenere sul capo ma pensò dintervenire per difendere Israele, correndo un rischio un po azzardato. Joakim, il sacerdote, solo per metterle paura, e, per dover sacramentale: Oloferne è una carogna. Tu sei vedova, virtuosa; ti stupreranno, è per lor normale, poi, ti taglieran la gola. Ti convien di più pregare, e, Jahvè, nostro Signore, tindicherà la giusta via senza pronunciar parola. Al sermone di quel tale, Giuditta, riuscì appena a balbettare: Ragionar non è peccare: non è bene il solo bene, non è male il solo male, la giustizia è quel che vale. E Joakim, sacerdotale: Il peggior di tutti i mali è il sapere di peccare, e, pur sapendo chè peccato, non resistere allinsidia; non volerci rinunciare. E Giuditta: Sono sposa, casta e Pia; con laiuto di Jahvè manterrò la retta via Allisciò i bei capelli, unse il nudo corpo sodo ammirandolo allo specchio, profumandolo di effluvi disdegnati da parecchio. Si agghindò con ricche vesti impreziosite da gioielli, come duso coniugale nei passati tempi belli. Il sorriso di Giuditta e il suo incedere incisivo, fu il miglior lasciapassare fra le orde di Oloferne, che, con gli occhi fuor di testa inseguiron lancheggiare, finchè sparì dal generale. Lesercito poltriva, Oloferne chiacchierava, chiacchierava stà tranquilla Giudittina, di possederti me lo sogno. Rispetterò la tua bellezza, ti prenderò sol mentre dormo La pudica vedovella: Lo so, è vero, sono bella. Puoi guardar senza toccare. Certe cose, almen per ora, non le posso proprio fare Dopo solo alcune lune, Oloferne bevve vino. Ci fu levento naturale e si compì il suo destino. Sul ventre liscio di Giuditta posò il capo il Generale per riprendere le forze, non per volersi addormentare. Ma, allinizial ronfar leggero, con un fendente rapido, sicuro, con la spada del guerriero, Giuditta, furba e lesta, ad Oloferne addormentato decapitò la fulva testa.
Busto in terracotta. R.Bolognesi Raccontò al suo popolo Giuditta, dOloferne la sconfitta. Lo stesso giorno il sacerdote, il Joakim già sopra detto: ti ha mancato di rispetto? Ha abusato del tuo sesso? Così rispose la guerriera, allindagar sacerdotale: certe cose non le faccio, nè per virtù le potrei fare. Per rispetto al mio Manasse, non me le potrei mai perdonare. Limportante nella vita, così come nella storia, è negar prima la vergogna, negar dopo, ancora e sempre, fino a perderne memoria. |