Sansone

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Nascita di Sansone

Di terreni eventi arcani, più esoterici che umani, ne avvenivano anche in cielo fino su, negli altipiani.

Se il Signore del creato, per impegni extra-sistemi in universi paralleli, a lungo, a volte, si assentava, fra i vari angeli stanziali, seppur senza irriverenza, una vampata di anarchia, per la noia, li infiammava. Rimbalzando fra le nubi un di loro, un po’ birbone, ondeggiò furbetto in terra sol per far, come scherzetto, una certa annunciazione.

Palesandosi a Manoàh, legal marito di sua moglie, gli annunciò che la vecchietta avrebbe avuto un figlio forte, concepito con piacere, partorito senza doglie. Impose lor persino il nome: “Sansone”… per far rima con leone. E dopo questa minchionata, l’angelico burlone svanì nel nulla soddisfatto e passati i nove mesi alla luce fu Sansone, di Dio nazireo per templare decisione.

Era il tempo in cui Israele s’infiltrò in Palestina, per il cielo compiacere e per estendere il potere.

Sansone giovinetto:imprese contro i filistei

I cananei conservatori, affrontaron con le armi i semitici invasori. Ad aumentar la confusione, causando perdite, dolori, li affiancarono i filistei che, per gonfie ghirbe di buon vino, ammazzavano gli ebrei, prediletti del divino.

In età pre-puberale, Sansone nazireo, capellone già forzuto, frequentava i filistei, sia per viver l’avventura che per goduria dell’abuso. Avvicinava le lor donne e con le dita cicciottelle le pizzicava nel sedere, poi, sgusciando fra le gonne, fuggiva divertito, ridendo pazzo di piacere.

In età post-puberale, seppur fosse ancor per gioco, quell’ingenuo pizzicare diventò una palpata, che indugiava in quella parte, non più di tanto censurata. Ci fu gran festa per gli ormoni dell’ancor giovane Sansone quando giunse il giorno giusto per sfogar la sua pulsione.

Quell’angelico monello, nel segreto dei giacigli diventò per molte donne… “il lor bramato, baldo augello”.

Ubriaconi inveterati, i violenti filistei presto mangiarono la foglia e… “dagli addosso al capellone!...” assalirono Sansone, che fuggì, gambe levate verso Timna, fino al vallo del leone, dove il leon c’era davvero, e gli infuriati filistei già alla curva del sentiero.

Disperato il nazireo, nell’aver la via di fuga da quella belva ostacolata, senza saper ciò che facea scandì la prima “sansonata”. Con un balzo da portiere si tuffò contro il leone, lo sollevò di peso in alto, e con le sole mani nude lo squartò come un caprone.

Alla vista di quel fatto, della forza sovrumana di Sansone il capellone, i sopraggiunti filistei si arrestarono turbati e con la coda fra le gambe, se ne andarono abbacchiati.

Quel briccone di Sansone cautamente, con prudenza, ma per nulla intimorito, ritornando sui suoi passi s’infilò a notte piena in una tenda filistea di due donne da marito, ancor per smania d’avventura e soddisfare certe voglie, grattando via in tre il prurito.

Prova d'autore di Salvatore Fiume

Olio di Salvatore FiumeLe due femmine sorprese non mostrarono paura. Gridaron piuttosto di piacere quando Sanson, per cominciare, ora esperto timoniere, cominciò ad accarezzarle nel circuito del sedere.

Andar oltre fu normale; non gridaron più soltanto: con impulso più animale, s’abbandonarono all’istinto cominciando ad ululare. Nel silenzio della notte si destò allarmato il campo.

Credendo d’essere assaliti, gli assonnati filistei impugnarono le armi per affrontar gli israeliti. Il falso allarme causò scompiglio: si lanciarono all’assalto della tenda e Sansone, fuggì via, verso il vallo del leone. Ansimante, a giorno pieno, imboccò la curva stretta di quel solito sentiero.

Afferò una mascella di un resto d’asino da terra e impugnata salda in mano, si predispose alla sua guerra. Ecco infin gli inseguitori, che raggiunto quel porcone, sfoderate le armi bronzee s’allinearon per l’azione. Sanson non perse tempo, balzò in mezzo ai filistei mulinando la mascella e senza far troppa fatica, li stese quasi tutti a terra.

Più di mille ne ammazzò.

Solo uno ne rimase alla fin della giornata; una potente mascellata, ed è cosi che si concluse, la seconda “sansonata”.

Fra Sansone e i vessatori iniziò da quel momento una guerra personale per somma colpa degli ormoni. Il fantasioso nazireo trecento volpi catturò e legò alle lor code trecento rotoli di sterpi: li infuocò! Indirizzò poi gli animali nei vari campi coltivati, dette fuoco alle colture e si eclissò.

Olio. Enzo By Clementi

Olio su tela. Enzo ClementiMatrimonio di Sansone

Non soddisfatto il capellone, ancora in preda a certi ardori sposò una tal Dalila per far rabbia agli aggressori.

Ma ad essere sinceri, a mentir son tutti buoni: tira più quel certo pelo, che un forte gregge di montoni. Fu un idillio alquanto strano fra l’infida filistea e il forzuto sovrumano.

Fra le cosce e tette sode la scorza dura del campione lentamente si ammollò e il mister della sua forza, titubante, balbettando, alla furba moglie amata, suo malgrado, rivelò.

Tramonto di Sansone

Colse al volo l’occasione la sposina del minchione.

Festeggiò bevendo vino col povero Sansone, che così ubriacato dalla scaltra mogliettina in fretta e furia fu rapato. Privato della forza condensata nei capelli, lo consegnò ai filistei che lo esibirono a Dagon-Dio, e ai lor minori altri dei.

Dagli armati vilipeso, trascinato sui ginocchi, per far ridere la gente gli strapparono anche gli occhi. Gli piazzaron sulle spalle il vecchio basto di un somaro ed al posto della bestia, lo costrinsero a ruotare una pesante macina del grano. Nel girare sempre in tondo in quel buio persistente, gli si annacquarono i pensieri, nei meandri della mente.

Gira, spingi, ancora un poco. Ragiona…, pensa, non è un gioco. Non riuscendo a ragionare pel cervello quasi cotto, in confuse trame strane, cominciò a fantasticare. Si diceva a fior di labbra con vocetta quasi isterica: “se la scopriran per tempo mi rifugierò in America.

Una terra con i fiocchi, democratica, speciale, di intenso impegno umanitario, paladina della pace”. Seppur cieco aprì gli occhi.

Svanì il sogno americano del paese dei balocchi.

Bassorilievo. R.Bolognesi

Sansone - bassorilievo.R. BolognesiMorte di Sansone

Nella nicchia degli eventi, si dipana la matassa per l’ordito misterioso di futuri avvenimenti: A Sansone nazireo ricrebbero i capelli, riacquistò forza, coraggio, ma non disse una parola.

Continuò a girar la mola fino a un certo dì di maggio e, fu proprio il primo maggio, grande festa filistea, che Sanson fu tratto al tempio per far divertir la gente con buffi lazzi da pagliaccio.

Fu un errore madornale, una solenne baggianata.

Resse poco il prigioniero nel grande tempio straripante di una folla ammonticchiata, per tollerar cotante ingiurie, in quella special bella giornata.  Con la forza di un Sansone, respinse da sè le due colonne che reggean la costruzione, poi, le spinse ancor più forte gridando a tutti la sua sorte: “muoia Sansone con tutti i filistei!...” e compì rapido un affondo che, franando il grande tempio sembrò crollare persino il mondo.

A conclusion della giornata morì Sanson coi filistei, lasciando traccia nella storia del famoso primo maggio, e della terza “sansonata”.

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