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Era sempre carnevale sulle rive del morto mare. Radunavan molta folla le città di fango e breccia costruite sulla sponda, circondate dalla forra: le due Sodoma e Gomorra. Fra il torvo popol del bitume, che non potendo balneare nelle acque del morto mare per il gas pestilenziale che annebbiava i loro cervelli, si affermò il poter del male. In quei tetri scuri ambienti corpi nudi compiacenti si scambiavan compagnia un groviglio di serpenti con infernale bramosia.
Lot e le figlie. Fra i corrotti del bitume, una bionda ragazzina girellava, un po svagata, sperando in cuor dessere amata. Per sua disgrazia era bruttina e da nessuno era notata. Sbirciò fuori dalla porta per veder chi cera in giro, stava Lot seduto a terra, che le inviò lieve un sorriso e un prudente saggio avviso: Rientra dentro ragazzina. Non sostare fuori al buio. Se ti vede uno cattivo, può stuprarti di sicuro. Lei, obbediente, dette ascolto a quellindividuo e rientrò rapidamente, ma sulla soglia si scontrò con uno scemo pien di voglia che senza dire una parola labbrancò e contro il muro, brutalmente, la fanciulla violentò! Violenza. Scultura, di R.Bolognesi
La ninfetta soddisfatta corse in fretta dalla mamma rossa in viso, forte urlando: Ce lho fatta! Ce lho fatta! Madre mia, finalmente ce lho fatta!... Orgogliosa la mammina abbracciò la sua piccina, commentando saggiamente: Confidavo nellevento: un miracol può capitare, si trattava sol daspettare La ninfetta violentata era lei che ora osava. Incrociando uno a caso, pur se ubriaco barcollante, lo abbrancava, lo sdraiava e lì sul posto, con libido copulava. In quel tempo ora remoto, per svagarsi cera poco. Come narrato nella storia, fu che a Sodoma e Gomorra Lucifero vinse quella guerra e dando sfogo alla sua boria, quel demonio dellinferno, con laide grida di vittoria dileggiò anche il padre-eterno. Per Jahvè fu naturale sentir da lui salire il male: Cè qualcosa di anormale; vado giù a controllare. Uno schiocco innaturale più divin che sovrumano e di colpo sulla terra incontrò per primo Abramo. Dal produttore della stirpe volle esser informato sul perché il male in terra, cosi rapido sè affermato. Quando Abramo raccontò che per feral combinazione il mefitico maligno vinse la rivoluzione, fu assai forte lemozione del creatore, che accigliato sentenziò la decisione sul destin delle città: distruzione! Abramo turbato reagì dubbioso: Seguì un parlottar confuso, un trattar rapido, ansioso, col suo amato creator glorioso: E se ci son cinquanta giusti meno cinque, li uccideresti sempre tutti? El rispose un po piccato: Che, mi fai domande trabocchetto? Controlli se sui numeri sono colto e ben ferrato? Sono forte in matematica. I futuri teoremi li conosco a mente tutti. Ho per secoli studiato, non mi becchi impreparato con questi tuoi stupidi trucchi. Vedi - mormorò Abramo come parlo al mio Signore? Io son meno che niente, ma ho soltanto lintenzione di salvar le due città e la lor popolazione. Se saranno allor quaranta, che succederà in sostanza? Avrò una divina tolleranza. E se trenta? E se venti? E se dieci? Vivran tutti, giusti e biechi! Seguì uno schiocco, una magia, e il Signore volò via. Non andò molto lontano, si fermò dei setti cieli, al più modesto primo piano. Uno spazio piccolino, un divano, un tavolino con su un sigaro toscano. Chiamò due angeli senzali, - perché di angeli ce ne son tanti e non sono tutti uguali. Eran biondi, alti, belli, sembravan quasi due gemelli. Li inviò deciso in terra per più precisa informazione, atta a prender, con giustizia, la tremenda decisione. Dette loro un nome sciocco che non li turbò minimamente. E rapidi in mission, come saette, partiron zero-zero e il fustaccio biondo sette. Sedeva Lot, con aria smorta, sul gradino della porta della Sodoma distorta. Con gran stupore riconobbe, per sagace intuizione, i biondi inviati del Signore. Li invitò nella sua casa come ospiti preziosi, sia per metterli al riparo e in più, per non parlar lì fuori. In quel luogo di mestizia, si sparse presto la notizia. Troppo biondi, alti e belli i due stranieri. Carni scelte come quelle eran nei sogni lussuriosi, e nei lor torbidi pensieri. Si formò fuor dalla porta una folla di vocianti, impudichi sodo-amanti. Bramosi violenti. China, di Vincenzo Sparagna
Battevano con forza per buttare giù la porta, con grida oscene di ogni sorta: Gli stranieri sono eccitanti, belli in modo innaturale. Anche a noi spetta ospitarli che vogliam con lor giocare Unaltro ancor si udì sbraitare: Noi sappiamo ormai chi sono: zero-zero e il biondo sette!.. Dacci almeno zero-zero!.. No, vogliamo pure sette!... Si!.. Prendiamo tutti e due, che palpiam le lor chiappette!... Irato Lot, serrò luscio coi paletti, salvando gli ospiti celesti da quei bramosi maledetti. Zero-Zero in cor con sette, disse a Lot: Riunisci in fretta la famiglia e con loro fuggi via da questa torbida genia. Non mostrate indecisione! Noi sappiam, voi non sapete, che per alta decisione qui avverrà la distruzione, e che al momento del giudizio il consiglio sembra ermetico che nessun si guardi indietro! Dopo aver cosi parlato, con uno schiocco un po attenuato, spariron nel cielo più veloci del pensiero, avendo assolto il loro mandato. Un istante per lazione e di colpo dal Signore con la precisa relazione. EL ascoltò senza dir verbo. La faccenda non gli andava. Per una giusta soluzione, con gran calma ci pensava e ancor più ci ripensava. In quel tempo sempiterno non ha fretta il padre-eterno. Grazie alla sosta intellettuale, Lot arrivò con le due figlie, nel paesello di Soare.
Il creatore, non smettendo di pensare, guardava in basso la sua terra con quella macchia maledetta. Dal divano, uno e trino, lentamente allungò la mano per prendere dal tavolino il buon sigaro toscano. Se lo accese beatamente con la scintilla di una stella. Dette qualche spipagliata da perfetto intenditore, e la scintilla lanciò in terra. Non più Sodoma e Gomorra, né la sua popolazione. Fu totale distruzione. Un mondo morto che rotolò per sempre, fra i liquami del mar morto. Anche a Soare e tutto intorno, ci fu un franar di case e rocce.
Non riuscendosi a controllare, la moglie di Lot, corse curiosa a curiosare. Zero-Zero in cor con sette, lavevan detto che nessun dovea guardare. Lei, non dando loro ascolto, diventò immediatamente, non per causa naturale, una statua di buon sale. Fu scoperto tempo dopo che, raschiandola un pochino, gli abitanti della zona potevan far sana provvista di quel dono alimentare. Non era il sale molto sporco del locale mare morto, né il bianco minerale ormai saturo di zolfo. Quello invece della statua era speciale, assai più sano e saporoso perché sal di corpo umano Era sale cellulare. Così Lot, senza compagna, per prevenir altre sorprese si rifugiò con le due figlie in una grotta su in montagna. Quanto è bella la natura tanta pace, aria pura. Sorge il sole la mattina e già ti allieta la giornata. Quando alfin giunge la sera, la giornata è terminata. Senza più gente corrotta, comè bello vivere in grotta!... I rumori della notte pensa Lot sono di EL una gran trovata: Accompagnano il mio sonno e mi fan la serenata. Le figlie, andando al sodo, non la pensavano a quel modo. Disse quindi in gran segreto alla sorella, la più grande: Neppure un uomo cè qui attorno. Come faremo senza amante? La più piccola, diretta, con ingenua aria furbetta fece notare: Nostro padre è anche lui uomo. Lo potremo quindi usare. La sera infatti, al desinare, lo fecero bere in modo tale, fino a farlo ubriacare. Lot, si stese sul giaciglio e cominciò forte a russare. Il momento era perfetto! Come un lampo la più grande, si affrettò a giacergli accanto sul paglion matrimoniale e quel che fece, disse lei, fu da non osar neppur pensare. Al suo fianco delicata, tocca, mena e alla fune, quando funziona, per tutta la nottata, si dà una bella dimenata e su di lui ci si abbandona. Sorge il sole, è già mattina. Le figlie di Lot, Olio, di A.Cappellini
Sarà pure come sia! Finalmente son felice La stessa sera, ancor per cena, si ripete, con la minore, la narrata uguale scena. Pure lei andò al padre acconto, Si strofina delicata, tocca, palpa, a lungo mena e alla fin, quando funziona, su di lui ci si abbandona. Il dì seguente, un po spompata rivelò ancora assonnata: Non mi sento desser corrotta, ma ho scoperto finalmente, quantè bello vivere in grotta! Di quel chè stato raccontato, soltanto in parte lho accettato. Io intendo precisare che è un fatto culturale. A scoprirlo non serve un genio. Non facciamo la morale e neppure inquisizione. Per concludere vinformo, che, a onor del vero, il buon Lot bevea sol acqua, perché virtuosamente astemio Le due figlie più felici, diventaron delle madri come altre genitrici. Rispettando il divin patto col diffondere la stirpe, furon solo meritorie per le loro umane voglie. Anche noi ne siam felici, e rispettiam, con tanti auguri, la diffusion degli ammoniti e sottomessi poi da David, lespansion dei moabiti. |